
Il valore creato dall’inserimento lavorativo: i risultati 2024 dell’Indice VALORIS
Anche per il 2024 presentiamo i risultati dello studio “Il valore creato dall’inserimento lavorativo per i budget pubblici”: un’analisi promossa da CSA Coesi insieme a Confcooperative Bergamo e Registro Impact, certificata da Socialis, che ogni anno misura con il metodo VALORIS il valore economico generato dall’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Lo studio ha coinvolto 12 cooperative sociali di tipo B della provincia di Bergamo e misura, tramite un’analisi costi-benefici, il valore economico generato per la collettività e la Pubblica Amministrazione attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Nel 2024 le cooperative aderenti hanno inserito al lavoro 791 persone — tra cui 611 con disabilità, 39 con problemi di dipendenza, 41 in misure alternative al carcere, 25 con disagio psichiatrico, 67 con generico disagio sociale e 8 minori — per un totale di oltre 516.000 ore lavorate. La grande maggioranza è stata inserita tramite contratto subordinato (587 persone, pari al 74%), a garanzia di stabilità e continuità lavorativa, mentre 204 persone (26%) hanno seguito percorsi di tirocinio formativo finalizzati alla costruzione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Sul fronte anagrafico, il profilo dei lavoratori inseriti è trasversale a tutte le generazioni: la fascia più rappresentata è quella tra i 40 e i 59 anni (52%, pari a 413 persone), seguita dai 20-39enni (31%, 249 persone), dagli over 60 (14%, 112 persone) e dai giovanissimi under 20 (2%, 17 persone). Un dato che conferma come le cooperative sappiano rispondere ai bisogni di inclusione lavorativa lungo tutto l’arco della vita, senza escludere nessuna fascia d’età.
Il valore complessivo creato per la Pubblica Amministrazione è stato di 2.462.465 euro, con un risparmio medio di 3.113 euro per ogni persona inserita. La categoria che ha generato il risparmio più elevato è quella delle persone con problemi di dipendenza, con un valore medio di 9.341 euro per soggetto. A fronte di benefici totali — tra gettito IVA, IRPEF e spese pubbliche evitate — pari a circa 5,7 milioni di euro, i costi sostenuti dalla PA ammontano a circa 3,3 milioni, confermando che il “costo” dell’intervento pubblico a sostegno dell’inserimento lavorativo è inferiore ai vantaggi economici che ne derivano.
Come dimostra il rapporto, l’inserimento lavorativo in cooperativa sociale di tipo B va considerato una vera e propria policy attiva del lavoro: efficace, efficiente e capace di autofinanziarsi, oltre a generare un valore sociale — in termini di dignità, qualità della vita e inclusione — che il metodo VALORIS, per sua natura prudenziale, non monetizza ma che può solo accrescere ulteriormente il dato economico emerso.
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